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Teresio Martinoli


Novara,   1917 –  25 agosto  1944 - è stato un  aviatore  italiano, asso della caccia italiana della  seconda guerra mondiale, al primo posto, in graduatoria con 22 abbattimenti individuali, dieci dei quali ottenuti nella  Regia Aeronautica sui cieli di  Malta, uno volando con l' Aeronautica Cobelligerante Italiana e 14 collettivi. Morì in un incidente di volo nell'agosto del 1944. Gli fu conferita la  Medaglia d'oro al valor militare (alla memoria).

Nato a  Novara nel  1917, è costretto a rinunciare agli studi per la morte del padre, lavorando come saldatore. Nel  1937 consegue il  brevetto di pilota di  aliante, e l'anno successivo quello per il volo a motore.

Nel  1939, arrivata la chiamata alle armi, segue i corsi della  Regia Aeronautica alla scuola di pilotaggio di  Ghedi, addestrandosi sui  Fiat C.R.20. Termina l'addestramento ottenendo il grado di sergente pilota e viene assegnato alla 366ª Squadriglia, 151º Gruppo,  53º Stormo basato all' aeroporto di Torino-Caselle. Poco prima dell'entrata in guerra dell'Italia, viene trasferito a Trapani, nella 384ª Squadriglia, 157º Gruppo.
A bordo del suo caccia biplano  Fiat C.R. 42 "Falco", il  13 giugno  1940 Martinoli ottiene la sua prima vittoria nei cieli sopra  Tunisi, abbattendo un bimotore francese, probabilmente un  Potez 630. Questo suo primo abbattimento è circondato da un alone di mistero in quanto non può essere confermato in nessun'altra documentazione, eccetto i molto precisi riferimenti nel suo libretto di volo. In seguito, Martinoli passa alla 78ª Squadriglia, 13º Gruppo,  2º Stormo, in Libia, anch'essa equipaggiata con Fiat C.R.42. Il suo secondo abbattimento ha luogo il 13 (secondo altri autori il 31) ottobre, mentre scorta un  Savoia-Marchetti S.M.79 su  Marsa Matruh, nell'ambito di una importante azione sulla base britannica di Marsa Matruh, impiegando una cinquantina di S.M.79 scortati da 40 C.R. 42. La vittima di Martinoli fu un  Gloster Gladiator, quasi certamente dello Squadron 112. Il 112º, decollato dalla base di  Sidi Haneish, in realtà quel giorno ebbe due perdite: il Gladiator pilotato dal Pilot Officer B. B. E. Duff e quello pilotato dal Flying Officer Lloyd Schwab. Ma, almeno inizialmente, la sua unità non accreditò a Martinoli l'abbattimento. Nel corso della battaglia aerea nei cieli sopra Marsa Matruh la Regia Aeronautica abbatté, oltre al Gladiator rivendicato da Martinoli, altri dieci tra Gladiator e  Hawker Hurricane, a fronte della perdita di un S.M.79 a di due C.R.42.

Nel novembre del 1940 ottiene una  medaglia d'argento al valor militare.

La sua terza, ed ultima, vittoria nel suo primo periodo di servizio in Africa fu ottenuta dopo essere stato trasferito al  4º Stormo, sua destinazione definitiva. L'aereo abbattuto, quella volta, era un bombardiere bimotore  Bristol Blenheim, che precipitò nella zona di  Bardia il 5 gennaio 1941. Martinoli non riuscì ad ottenere altre vittorie aeree prima del rientro della sua unità in Italia per essere riequipaggiata con il  Macchi M.C.200 "Saetta", all'inizio del 1941. Sul "Saetta" Martinoli non conseguì alcuna vittoria, ma il numero dei suo abbattimenti salì drammaticamente nell'autunno di quell'anno quando il 9º Gruppo, 4º Stormo, al quale apparteneva, passò al  Macchi M.C.202 "Folgore", velivolo dalle prestazioni decisamente migliori, ma che purtroppo vedeva nella scarsità dell'armamento la sua vera debolezza. Le sole 2  mitragliatrici  Breda-SAFAT  calibro 12,7 mm, infatti, non potevano certo competere con le 12 Browning da 7,69 mm (o i 4   Hispano Mk II da 20 mm) che equipaggiavano l'Hurricane, il tipico aereo della  RAF contro cui il "Folgore" si sarebbe spesso scontrato nei cieli  nordafricani.
Partiti da Gorizia, i nuovi Macchi M.C.202 del 9º Gruppo raggiungono Ciampino, dove sono accolti da Mussolini e spediti in Sicilia, a  Comiso, per operare negli attacchi sull'isola-fortezza di Malta. E proprio Comiso il 19 ottobre viene attaccata da cinque Hurricane: i Macchi si levano in volo e Martinoli riusce ad abbattere due Hurricane, realizzando la sua prima doppia vittoria e portando a 5 il suo bottino personale.
Tre giorni dopo è la volta di un altro Hurricane, e a novembre un secondo Blenheim. Durante l'inverno il 9º Gruppo si prende una pausa dai combattimenti, rientrando in missione nella primavera del 1942: maggio è un ottimo mese per Martinoli, in forza alla 73ª Squadriglia, che nei cieli sopra Malta abbatte 5  Supermarine Spitfire ed un  Curtiss P-40. Il 4 maggio, mentre scortava con altri 4 piloti del 9º Gruppo, cinque , attaccò tre Spitfire che stavano aprendo il fuoco sui bombardieri. Due caccia della Supermarine vennero dichiarati abbattuti da Martinoli e dal Sottotenente Alvaro Querci. La RAF ammise solo la perdita del Sgt Jack McConnel (BR187/0) del 601 Squadron. Il 9 maggio Martinoli tornava su Malta con altri 15 piloti su Macchi M.C.202, di scorta a cinque CANT Z.1007bis. Trentatré Spitfire attaccarono la formazione. La RAF dichiarò l'abbattimento di 3 bombardieri e un caccia. In realtà tutti gli aerei italiani rientrarono alla base, con solo un "Folgore" colpito da un proiettile da 20 mm. Martinoli rivendicò uno Spitfire abbattuto (insieme all'altro asso  Franco Lucchini), ma la RAF non dichiarò perdite. Due degli Spit attribuitigli su Malta però non gli vengono accreditati con certezza - uno addirittura non risulta apparire nemmeno nel suo libretto di volo.
Rifornimento di un caccia Macchi M.C.202 su una pista in Africa settentrionale. Martinoli rivendicò numerose vittorie ai comandi di questo valido caccia della Macchi.
Nel mese di giugno, l'area operativa si sposta sul settore di Bir Hacheim, dove Martinoli abbatte altri tre P-40, più un'altra probabile vittoria non accreditata. All'attivo ha ora 14 abbattimenti certi, più tre probabili. È in questo periodo che riceve la sua seconda medaglia d'argento.
Il teatro delle operazioni si sposta sull'onda dei successi degli  Afrikakorps di  Erwin Rommel, avvicinandosi sempre più ad  El Alamein, dove l'asso Italiano abbatte altri Spitfire e P-40, salendo a quota 18. Martinoli rischia grosso il 9 ottobre, allorché abbatte uno Spitfire, ottiene una vittoria collettiva su un secondo caccia inglese, ma il suo aereo esce dal combattimento piuttosto danneggiato. Il 29 ottobre abbatte un  Bell P-39 Airacobra, ma ormai la campagna dell'Asse in Africa Settentrionale si è arenata alle porte di  El Alamein e le sorti del conflitto stanno per rovesciarsi a favore degli Alleati.
Dopo la vittoria di Montgomery ad  El Alamein, gli Alleati riconquistano terreno in Nord Africa e si preparano all'invasione della Sicilia, primo passo per la conquista dell'Italia. Nel luglio del '43, Martinoli è impegnato nella dura lotta contro i bombardieri americani che bombardano l'isola nelle fasi precedenti allo sbarco. L'M.C.202 "Folgore" viene sostituito dal nuovissimo  M.C.205 "Veltro", un aereo dalle prestazioni di tutto rispetto, giunto però troppo tardi per poter in qualche modo alterare le sorti del conflitto. Il 4 luglio, mentre i cieli della Sicilia sono infestati dai bombardieri americani che preparano il terreno per l'operazione Husky, Martinoli abbatte un P-39 Airacobra ed ottiene una vittoria collettiva su un  bombardiere . Conquista così la sua ventesima vittoria individuale. Il 6 luglio danneggia un  Lockheed P-38 Lightning e uno Spit, ma verso sera, la base di  Finocchiara viene attaccata da alcuni Marauder. Martinoli fa giusto in tempo ad atterrare, uscire dall'aereo e gettarsi nelle trincee, mentre i Macchi sulla pista vengono distrutti dall'incursione avversaria. Quattro giorni dopo, ovvero il 10 luglio, ha luogo lo sbarco alleato in Sicilia: solo la 74ª Squadriglia di Martinoli è stanziata a Finocchiara e può disporre di due soli Macchi ancora in grado di combattere. La situazione ormai è disperata: ad agosto Martinoli abbatte uno Spitfire sullo  stretto di Messina, portandosi a quota 21 vittorie, ma l'8 settembre  firma  l'armistizio.
Dopo l'armistizio di Cassibile, Martinoli decide di proseguire la guerra al fianco degli  Alleati, nell': a novembre, in  Iugoslavia, abbatte uno  Junkers Ju 52/3m tedesco dopo una lotta con due  Messerschmitt Bf 109 di scorta: è la sua ventiduesima ed ultima vittoria.
Il 25 agosto del 1944, all'età di 27 anni, il Sergente Maggiore Pilota Teresio Vittorio Martinoli muore in un incidente durante un'esercitazione sui P-39 Airacobra forniti all'Aeronautica Co-Belligerante. Verrà decorato con una medaglia d'oro alla memoria, che si aggiunge alle due medaglie d'argento al valor militare e alla Croce di Ferro di Seconda Classe tedesca.
Un P-39Q Airacobra sovietico con l'originale livrea  Sovetskie Voenno-vozdušnye sily. Martinoli morì a causa di un incidente su questo aereo, uno dei più controversi velivoli impiegati dagli USA durante la guerra.

Medaglia d'oro al valor militare  
«Purissimo eroe di alta fede nella Patria, portava innumeri volte il suo velivolo nei duelli asperrimi e sanguinosi e ghermiva molte vittorie, fra cui l'abbattimento di 22 apparecchi. Nel silenzioso lavoro di preparazione e di affinamento per nuove ardite imprese, trovava morte gloriosa. Superba conclusione di una vita tutta dedita alla Patria ed alla sua Arma»    


 
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